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15
-
05
-2008
Le lettere di Confedir-MIT al Sottosegretario Letta ed al Ministro Brunetta
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Gent.mo dr. Gianni Letta Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Palazzo Chigi ROMA
Gentile Sottosegretario,
Nel rinnovarLe i migliori auguri per un proficuo svolgimento dell’importante incarico affidatoLe, desidero confermarLe la completa collaborazione da parte mia e della CONFEDIR-MIT nell’affrontare i principali problemi dello sviluppo economico e sociale del Paese. La Confederazione dei dirigenti e funzionari pubblici, com’è noto, ha avviato alcuni anni or sono un percorso di collaborazione con alcune organizzazioni omologhe del terziario privato che ha recentemente condotto alla loro formale adesione per costituire così un unico polo di rappresentanza del management pubblico e privato del terziario. Per tale ragione la CONFEDIR ha ritenuto di dover integrare la propria denominazione con il suffisso MIT (manager italiani del terziario) e di darsi anche una nuova organizzazione interna. In ragione di questo rinnovato e maggiore ruolo di rappresentanza di dirigenti, funzionari e quadri del terziario pubblico e privato sentiamo la necessità di rappresentarLe, fin da questi primi giorni di attività istituzionale, il disagio che le nostre categorie hanno vissuto negli ultimi anni non solo dal punto di vista economico (aumento della pressione fiscale, perdita progressiva del potere d’acquisto della retribuzione e dalla mancata indicizzazione dei trattamenti pensionistici) ma anche sociale, mettendosi sempre più di frequente in discussione il ruolo di impulso e sostegno allo sviluppo che le elevate professionalità del mondo del lavoro indubbiamente ricoprono in seno all’impresa privata e nell’ambito della Pubblica Amministrazione. Una Pubblica Amministrazione, Signor Sottosegretario, che richiede un impegno politico importante per analizzare con obiettività e serenità gli interventi di riforma sino ad oggi realizzati e rimettere a fuoco i valori costituzionali di imparzialità e correttezza indispensabili per ottenere un funzionamento efficace ed efficiente dei servizi pubblici e degli strumenti di regolazione pubblica. In tal senso riteniamo utile ed opportuno proporLe un documento di analisi preliminare delle problematiche generali che CONFEDIR-MIT ha rilevato negli ultimi tempi e sulle quale, siamo certi, ci sarà ampia possibilità per un costruttivo confronto con il Governo nel suo insieme e con i singoli Ministri responsabili. La prego, a tal fine, di valutare la possibilità di realizzare, non appena possibile, un primo incontro di carattere generale. RingraziandoLa per l’attenzione invio i migliori saluti.
Il Presidente Roberto Confalonieri
Gent.mo on. Prof. Renato Brunetta Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione ROMA
Carissimo Renato,
Nel rinnovarTi i migliori auguri per un proficuo svolgimento dell’importante incarico che Ti è stato affidato, Ti confermo la massima collaborazione da parte mia e della CONFEDIR-MIT per affrontare i problemi relativi al corretto funzionamento della nostra Pubblica Amministrazione. Al riguardo, desidero evidenziarTi che la CONFEDIR (dirigenti e funzionari della PA) si è oggi trasformata in CONFEDIR-MIT (dirigenti, quadri e funzionari del terziario pubblico e privato) a seguito dell’adesione di importantissime Federazioni sindacali di dirigenti e quadri operanti, appunto, nel terziario privato: MANAGERITALIA (commercio, turismo, servizi, ecc.) e FIDIA (assicurazioni). In tal modo la Confederazione vanta oggi più di 60 mila iscritti tra dirigenti e quadri ed ha in corso ulteriori iniziative di aggregazione. Tale importante ruolo di rappresentanza ci grava di una responsabilità sociale, ancor prima che sindacale, nel garantire il corretto funzionamento della Pubblica Amministrazione italiana ma, come sai, gli interventi legislativi che si sono ripetuti negli ultimi anni in tema di pubblico impiego hanno spesso nascosto interessi politici, sindacali e di soggetti estranei alle amministrazioni, determinando una situazione assolutamente eterogenea e di difficile governabilità della “macchina pubblica”, a danno di chi alla pubblica amministrazione si rivolge ma, ancora prima, di chi nella pubblica amministrazione lavora con professionalità ed abnegazione, ricoprendo ruoli di elevata responsabilità. Per questa ragione Ti prego di voler accogliere con tutta la possibile attenzione le osservazioni e le richieste che Ti perverranno dalla CONFEDIR e dalle sue singole Federazioni affrontando problemi diversi dei quali, solo per non essere generico, provo a sintetizzare i principali: 1) Rapporto fiduciario della dirigenza. E’ comprensibile che esista nei soli confronti della dirigenza scelta dal politico in relazione ad un ruolo di raccordo con la dirigenza gestionale ma non può esistere nei confronti della dirigenza professionale alla quale deve essere garantita l’indipendenza dal potere politico; da qui il problema di individuare gli indispensabili strumenti e gli organismi di valutazione dell’operato del dirigente (ma anche del personale non dirigente) che utilizzino criteri oggettivi ed obiettivi. 2) Area predirigenziale. Con l’evoluzione del ruolo e dei compiti della dirigenza, i funzionari direttivi sono chiamati ad assumere una funzione sempre più importante in seno alla pubblica amministrazione; i contratti collettivi di lavoro del personale non dirigenziale non sono idonei a definire il loro rapporto di lavoro ed è indispensabile un intervento legislativo in tal senso. L’attuale norma sulla Vicedirigente è inefficace e di ambigua applicazione. 3) Accesso alla dirigenza. Le norme devono essere riviste per contemperare l’esigenza di acquisire professionalità nuove e dinamiche (concorsi esterni) con quella di utilizzare al massimo le competenze formatesi all’interno dell’amministrazione (concorsi interni). 4) Procedure di contrattazione e ruolo dell’ARAN. Appare necessario chiarire il ruolo e le competenze dell’ARAN rendendo l’Agenzia più snella ma anche più autorevole; in caso contrario saremmo di fronte ad un ente inutile. E’ indispensabile semplificare le procedure per la stipula dei contratti (comprese le problematiche inerenti rappresentatività e prerogative sindacali) e definire il ruolo delle Regioni nei contratti relativi al loro personale. 5) Previdenza complementare. A tredici anni dalla “Riforma Dini”, non è possibile che non si riescano a trovare le risorse economiche per avviare i fondi della previdenza complementare nel pubblico impiego; a stento si è avviato il fondo Espero (Scuola) con adesioni minimali e sotto le aspettative, ma gli altri fondi non sono ancora costituiti 6) Lavoro precario nelle pubbliche amministrazioni. E’ un argomento di rilevanza funzionale e sociale ma non è pensabile di stabilizzare in modo organico personale precario se prima non si interviene sui meccanismi che hanno generato questo fenomeno e che, ancora oggi, consentono la sua proliferazione. Su queste ed altre tematiche Ti faremo avere quanto prima delle schede di approfondimento auspicando di poterne fare oggetto di incontri per il necessario approfondimento. Ti ringrazio per l’attenzione e rimango in attesa di Tue notizie per poterci incontrare al più presto. Cordiali saluti.
Il Presidente Roberto Confalonieri
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